Annunciamo con Gioia il 49° Convegno Internazionale della Comunità Maria – Rinnovamento Carismatico Cattolico, che si terrà a Scalea (CS) presso l’Hotel Santa Caterina, dal 30 aprile all’3 maggio 2026. Vi Aspettiamo per vivere Insieme 4 giorni di Grazia!
Preghiera del 30 Aprile 2026
“Ti darò un cuore nuovo, metterò dentro ai vostri cuori uno spirito nuovo”: così inizia la preghiera del 49° Convegno Internazionale della Comunità Maria. Che bello Gesù ritrovarci tutti insieme a lodarti e ringraziarti per tutte le tue meraviglie che compirai in questi giorni nei nostri cuore! Desideriamo andar via da questo convegno con un cuore nuovo, ma soprattutto vogliamo desiderarti Signore, come dice la profezia del convegno: “con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente, con tutta la nostra forza”. Abbandoniamo i nostri pensieri e ascoltiamo solo te Signore, che sei già in mezzo a noi. Solo con la lode si apre il nostro cuore verso Te e il regalo di Dio è già dentro noi, sei Tu Gesù che ce lo annunci nel canto profetico dei fratelli. Noi ti cerchiamo Signore e tu sei già qui, dentro noi, più intimo in noi stessi e per questo gioiamo del tuo amore e della grazia che ci offri ogni giorno attraverso i figli attraverso i fratelli.
” Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra..” (Mt. 13,44-45).
Il Signore oggi ci dice di vendere tutto quello che abbiamo, le nostre insicurezze e certezze perché oggi ci chiama a mettere Lui al primo posto nella nostra vita, come mercanti che vendono tutto ciò che hanno. Ognuno di noi è stato chiamato dal Signore come perla preziosa, Lui ha scelto noi. Il regno dei cieli è un tesoro che noi dobbiamo ricercare e il Signore vuole, in questi giorni di convegno, distruggere quei regni che non Gli appartengono, distruggere i nostri idoli, le menzogne e farci riscoprire, all’interno del nostro cuore, questo tesoro nascosto che è già dentro di noi.
“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.” (2 Cor. 1, 3-7)
Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente, Alleluia!







Preghiera del 1 Maggio 2026 – mattina
Questa mattina, durante la nostra preghiera comunitaria, abbiamo vissuto un momento di profonda grazia. Il Signore si è reso presente in mezzo a noi per parlare al cuore di ciascuno, aprendo orizzonti nuovi e liberandoci da ogni forma di stanchezza e pesantezza. La Sua presenza ha agito con forza, scacciando ciò che non Gli appartiene e restituendoci la libertà dei figli. In questo abbraccio di pace, Gesù non è venuto solo: ci ha donato la presenza della Sua preziosissima Madre, Maria, che ha accompagnato la preghiera con il suo amore materno.
Attraverso la Parola, il Signore ci ha rivolto un invito accorato a scuoterci di dosso l’apatia. Facendo eco ai versetti di Isaia 52, 1-2, Egli ci ha esortati:
“Svegliati, svegliati, rivestiti della tua magnificenza, Sion; indossa le vesti più splendide, Gerusalemme, città santa… Scuotiti la polvere, alzati, Gerusalemme schiava! Si sciolgano dal collo i legami.”
Con questo passo, siamo stati chiamati a rialzarci e a risvegliarci dal torpore spirituale. Il Signore ci chiede di deporre gli abiti della schiavitù e della tristezza per indossare le vesti di luce. È proprio nella nostra fragilità e nella consapevolezza dei nostri limiti che la Sua forza può manifestarsi pienamente, trasformando la nostra polvere in splendore.
Il clima di comunione è stato ulteriormente suggellato dalla promessa contenuta in Zaccaria 2, 14-17, che ha confermato la realtà di quanto stavamo vivendo:
“Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora.”
Il Signore ha ribadito la Sua volontà di dimorare stabilmente in mezzo a noi. La Sua presenza non è passeggera, ma è quella di un Dio che sceglie il Suo popolo come eredità preziosa. Davanti a questo mistero di amore, il nostro cuore è chiamato al silenzio adorante e alla gioia riconoscente, sapendo che Lui stesso si è “destato” per venire incontro alla nostra necessità.
La preghiera comunitaria di oggi è stato un potente richiamo alla dignità della nostra chiamata. Liberati dai legami del passato e rivestiti della grazia divina, torniamo alla nostra quotidianità con la certezza che il Signore degli eserciti abita in mezzo a noi e che, con Maria, camminiamo verso la pienezza della Sua luce. La relazione basata sul Grande Comandamento (Mc 12, 30) ha messo in luce la promessa di Dio di essere nostro Sposo. Egli si impegna ad abbattere ogni idolo e schiavitù per non permettere al mondo di strapparci a Sé, aprendoci alla contemplazione del Suo Regno.
Nelle prove e nello scoraggiamento, la nostra debolezza diventa lo spazio in cui Dio entra con forza. Anche il grido di Gesù sulla croce rivela questo legame d’amore estremo con il Padre. In questo cammino, Maria ci guida con il suo Magnificat: il suo esempio ci insegna l’ascolto dello Spirito e l’umiltà del cuore, condizioni necessarie per accogliere pienamente l’opera di Dio in noi.
Preghiera del 1 Maggio 2026 – pomeriggio
La preghiera di oggi pomeriggio è iniziata con un momento di “Risveglio Spirituale”, innalzando con gioia canti di lode al Signore “Con tutto il nostro cuore, la nostra mente e con tutta la nostra fede”; il canto di inizio “È Vivo”, ci ha introdotto ad una preghiera in cui Cristo Risorto si è manifestato con Potenza.
L’amore del Signore, di Dio Padre, è venuto anche questo pomeriggio a riempire i cuori, a sanare le ferite. Come un Padre amorevole, si è chinato su ciascuno dei suoi figli chiedendo di aprire il cuore; quel cuore indurito, quel cuore ferito, quel cuore chiuso ad ogni cenno d’amore, quel cuore impaurito perché troppo deluso dal mondo e dall’uomo. Ma Lui viene a dirci: “Io Sono Dio, e non un uomo”, e ci invita a gridare il Suo Nome, come un bambino che ha paura e corre dal Padre gridando “Abbà, Padre mio”. Consolati e confortati tra le braccia del Padre, ci sentiamo amati di un amore immenso, un amore che è unico e universale allo stesso tempo; ci sentiamo Al sicuro e sicuri che “se Dio è con noi, chi potrà essere contro di noi?”
È questo il momento che Dio Padre ha preparato da sempre per ognuno di noi. Non siamo venuti qui per caso ma Lui ci ha attratto, ci ha attirato a Sé sul suo Santo Monte, per colmarci del suo amore incondizionato e per donarci la certezza che niente e nessuno potrà separarci da Lui.
“Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com’è scritto: «Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello». Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Rm 8, 31-39)
La paura di lasciare tutto per seguire Cristo ci pone spesso dei limiti, che ci impediscono un totale abbandono; ma Lui con il Suo immenso Amore accoglie ogni nostra debolezza, trasformandola in grazia.Il nostro non è un Dio dei morti, ma dei vivi, e ci invita ad uscire dai sepolcri antichi, a liberarci dai lacci della morte, dalle catene del peccato, ci chiama a venire alla Luce, risorgendo con Lui. Infatti ogni volta che noi moriamo a noi stessi, ogni volta che rinunciamo ad un “pezzettino” di mondo, stiamo permettendo a Lui di entrare e trovare sempre più spazio dentro di noi.
Dopo la preghiera, abbiamo avuto la bellissima testimonianza di Ciro Fusco, Coordinatore del Servizio Nazionale di Comunione di CHARIS Italia, di cui la Comunità Maria fa parte; questo nostro fratello, , con la sua testimonianza ha sottolineato l’importanza di vivere in “Perfetta Comunione”, non solo tra noi fratelli della stessa Comunità, ma anche con i fratelli che vivono l’esperienza dello Spirito Santo in altre realtà del Rinnovamento o in generale della Chiesa.







Preghiera del 2 Maggio 2026 – mattina
Dio tu mi dai ali di colomba per volare verso il sole, Dio tu mi dai piedi di cervo per camminare sulle alte vette. Si apre così, con questo canto profetico, il terzo giorno del nostro convegno. E il Signore è sempre fedele alle Sue promesse, realizza sempre ciò che, prima, annuncia con le Sue parole. Egli ci invita a percorrere il Santo viaggio e apre per noi una via nuova, una strada nuova da Lui spianata, bagnata dalla Sua benedizione. Ci invita a prendere consapevolezza del nuovo cammino, per poterla percorrere confidando unicamente nella Sua grazia che tutto può.
O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide.
(Is 55,1-3)
Donandoci il passo di Isaia, il Signore ci esorta a dissetarci alla Sua sorgente e a discernere tra ciò che non sazia, non disseta e ciò che, invece, dona la vita vera. Ecco allora che il Suo amore, ancora una volta, si riversa su tutta l’assemblea in preghiera; il Suo nome invocato spezza catene antiche, guarisce, libera, riedifica, rialza.
Quand’essi ebbero finito di parlare, Giacomo aggiunse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per consacrarlo al suo nome. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò, perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore che fa queste cose da lui conosciute dall’eternità. (At 15, 13-18) Attraverso il passo il Signore ribadisce l’importanza di tornare a Lui con tutto il cuore, la mente le forze per poter camminare nella Sua luce, nella Sua pace e nella gioia, insieme ai nostri fratelli.
Adorazione eucaristica del 2 Maggio 2026 – pomeriggio
Il pomeriggio trascorso insieme è stato una vera “pioggia di grazia”. Abbiamo accolto il Signore con il canto e la lode, sentendo le porte del cuore spalancarsi dinanzi a Lui. C’è una gioia profonda nel riscoprire che Dio ci ha scelti e chiamati per nome ben prima che fossimo nel seno materno: un amore che ci precede, ci attende da sempre e che, in questa preghiera, si è fatto carezza tangibile.
Sostando davanti a Gesù Eucaristia, abbiamo lasciato risuonare la Sua voce: “Prima di formarti nel seno di tua madre, io ti conobbi”. Nel silenzio dell’adorazione, Gesù è sceso nelle nostre ferite più recondite, risalendo fino alle origini della nostra vita. Non un Dio lontano, ma una presenza viva che illumina e medica. Gli abbiamo consegnato ogni fragilità, chiedendo di essere purificati da quell’amore che, solo, dona la vita vera.
In un clima di profonda intimità, il Signore si è fatto prossimo, interpellandoci con tenerezza: “Cosa vuoi che io faccia per te?”. In quel dialogo silenzioso abbiamo compreso che Lui è la nostra Perla Preziosa, l’unico tesoro per cui valga la pena investire l’esistenza. Abbiamo scelto di abbracciarlo, decidendo di non sprecare energie per ciò che non sazia, ma di donare tutto noi stessi alla “parte migliore”. La Sua risposta è una promessa che scalda l’anima: “Resta con me, voglio vivere in te”.
L’incontro si è trasformato in un mandato: “Sì Signore, io ti amo, prendi possesso di me!”. Meditando il Vangelo di Giovanni (21, 15-17), abbiamo accolto l’invito a seguire le Sue orme senza timore. Gesù ci ha ricordato che l’amore per Lui è indissolubile dall’amore per il prossimo: servire i fratelli non è un onere, ma il compimento del nostro dono. Il passo di crescita oggi è questo: amare Lui amando chi ci sta accanto, con il Suo stesso cuore.
“Signore, con Te voglio restare fino a che nel mio cuore regnerai!”
Evento musicale del 2 Maggio 2026 – sera
La giornata di sabato si è conclusa con un evento musicale che ha visto coinvolti prima tutti i bambini con delle canzoni e coreografie dedicate; e poi tutti i fratelli presenti.
I fratelli sul palco hanno suonato e cantato diversi canti comunitari, e fin da subito lo spirito di libertà ha portato tutti i fratelli a cantare e danzare insieme in un clima di pura gioia e amore.
Preghiera del 3 maggio 2026
Inizia con il canto dei credenti l’ultimo giorno del nostro convegno. Sale a Lui da tutta l’assemblea un canto di lode e ringraziamento, poiché ancora una volta il Signore ha compiuto meraviglie. L’Amore di Gesù stamattina porta a compimento ciò che aveva iniziato in questi giorni.
È forte nuovamente l’azione dello Spirito e l’intercessione della nostra Mamma Celeste; e ancora una volta il Signore con il Suo Amore ricco di misericordia si prende cura delle sue creature, liberandole e guarendole nelle profondità del cuore e nelle genealogie.
Egli prepara un popolo nuovo, un popolo di adoratori in Spirito e Verità; ci plasma e ci invita a dare il nostro sì pieno. Sta a noi entrare e aderire nella libertà in questo progetto di salvezza.
Il Signore con delicatezza ci invita, ci chiama. Sì Signore, ti dono il mio cuore metti l’acqua nuova in questo seme.
“Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore. Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”. (Zc 8, 20-23)
Attraverso il passo profetico il Signore conferma il suo mandato alla comunità Maria a portare il lieto annuncio.
A fine preghiera si è elevato il canto che ci invita ad andare, ad andare dove Dio vuole, anche contro quello che vorremmo noi; e tutta l’assemblea ha gridato il suo “Eccomi, manda me”.
Grazie Gesù perché ancora una volta ti sei manifestato in mezzo a noi con segni e prodigi; fa che conserviamo sempre lo stupore dei piccoli e la gratitudine per il tuo Amore che è per sempre!

